Il commercialista che non versa al fisco i soldi dei clienti deve pagarci le imposte come redditi diversi



Le somme ricevute dai clienti delle quali il commercialista si sia appropriato indebitamente costituiscono "redditi diversi" e come tali vanno tassate.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la decisione n. 37 del 05.01.2010 che ha cosi respinto le istanze del commercialista, il quale, invece, riteneva che la tassazione dei proventi illeciti come redditi diversi, introdotta nell’art. 6 del Tuir, dal D.L. n. 223/2006 (art. 36, comma 34), riguardasse soltanto per il futuro. Viceversa, secondo la Suprema Corte, tale norma ha efficacia retroattiva ed è stata espressamente emanata in deroga al principio di irretroattività delle disposizioni tributarie.

Riguardo la sussistenza del requisito di eccezionalità, la Cassazione ha osservato che si tratta di una valutazione discrezionale del legislatore.

Che cos'è il Cloud Computing?

Iscriviti all’evento è GRATUITO

 

 Soluzioni per Professionisti

  • La soluzione che realizza l'innovativo concetto di Studio Professionale Esteso, fruibile anche in modalità Saas.
  • Il software gestionale per i professionisti

  • Passepartout Gestione Paghe, la soluzione per la gestione del personale.

Soluzioni per Aziende

  •      
  • Per Piccole-Medie Imprese che cercano un prodotto semplice, intuitivo e affidabile