Dai commercialisti no a nuovi colpi di mano sui collegi sindacali

Soddisfazione per la discussione di ieri al Senato. Siciliotti: “Dall’aula coro unanime contro modifiche al codice civile per decreto legge su una materia delicata come quella dei controlli societari”

“Abbastanza soddisfatti per gli esiti sugli emendamenti in votazione, molto soddisfatti per il dibattito ed i chiari inviti indirizzati dall’aula al governo”.

E’ la posizione espressa dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sugli emendamenti in materia di collegio sindacale discussi e votati ieri al Senato, nell’ambito dell’iter di conversione in legge del DL 212/2011.

 

“Tutti i senatori intervenuti – fanno notare i commercialisti -  sia quelli appartenenti ai gruppi che sostengono il governo, sia quelli appartenenti ai gruppi di opposizione, hanno sottolineato l’importanza di porre un freno a colpi di mano e decreti legge per introdurre modifiche a discipline delicate come quella dei controlli societari e a disposizioni del codice civile”.

 

Proprio in ossequio a tale convinzione, l’unica norma in materia di collegio sindacale “lasciata in vita” dal Senato, nel testo della legge di conversione del DL 212/2011, è stata quella di natura transitoria che fa salvi tutti i collegi sindacali già in carica fino alla naturale scadenza.

 

“All’esito di questo dibattito – osserva Claudio Siciliotti, Presidente del consiglio nazionale dei commercialisti – siamo convinti che il governo non vorrà disattendere le chiare ed unanimi indicazioni emerse in aula, mandando tra qualche giorno in Gazzetta Ufficiale un ennesimo decreto legge che modifichi ancora la disciplina del collegio sindacale, per di più intervenendo direttamente su norme del codice civile”.


Il riferimento dei commercialisti è al DL semplificazione, dal quale auspicano siano ora eliminate le norme relative alla materia. Le ultime e più accreditate bozze del decreto sembravano prevedere, all’articolo 36, la modifica di ben due articoli del codice civile in materia di controlli societari: l’art. 2397 (per le spa) e l’art. 2477 (per le srl).

Siamo disponibili a dare il nostro contributo ai lavori di un’eventuale commissione tecnica che il parlamento ritenesse di istituire sulla materia dei controlli societari – conclude Siciliotti – nel mentre, prendiamo atto che, opportuna norma transitoria a parte, siamo tornati al quadro normativo post Legge di Stabilità. Quel quadro normativo su cui il nostro Consiglio nazionale e quello dei notai hanno diramato note interpretative che dall’esito di questo dibattito al Senato ricevono un implicito avallo”.

 

Fonte: www.cndcec.it

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