Condono: Siciliotti (commercialisti), misura iniqua e non risolutiva

Roma, 11 ottobre 2011 - I commercialisti italiani dicono no ad ogni ipotesi di condono, misura “iniqua e non risolutiva” e sottolineano come sia paradossale parlarne a soli pochi mesi dal lancio della massiccia campagna pubblicitaria contro l’evasione firmata da Agenzia delle Entrate, Ministero dell'Economia e Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il condono – spiega il presidente del Consiglio nazionale della categoria, Claudio Siciliotti - e' una misura una tantum che non inciderebbe in modo concreto né sulla riduzione del debito pubblico né sul reperimento di risorse da destinare alla crescita. Inoltre, per come sono da sempre strutturati i cosiddetti "tombali", chi meno ha dichiarato negli anni precedenti, meno paga anche di condono. Oltre ad essere una misura non risolutiva per la sua natura di una tantum, quindi, il condono è anche iniquo. L'unico sviluppo che sarebbe realmente in grado di assicurare e' quello dell'evasione, in un Paese come il nostro che già oggi è secondo solo alla Grecia in questa triste classifica. Senza contare che sarebbe oggettivamente peculiare assistere al varo di un condono fiscale a meno di quattro mesi dal lancio di una massiccia campagna pubblicitaria che descrive l'evasore fiscale alla stregua di un parassita della società”.

FONTE: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (www.cndcec.it)

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