Che cos'è il Cloud Computing?

Entro il 29 novembre 2009 i professionisti dovranno comunicare all'Ordine cui appartengono la propria casella Pec, come previsto dalla Legge n. 2/09. Lo ricorda il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con una nota del 23.11.2009, che, peraltro, ha colto l’occasione per precisare quanto segue: “I principali dubbi ancora aperti sulla Pec riguardano: la privacy, poiché gli indirizzi Pec dei professionisti saranno pubblicati in un elenco consultabile, si garantisce, solo dalla Pa; le spese di assicurazione per tutelarsi dagli eventuali rischi inerenti all'archiviazione o all'invio dei dati. In ogni caso la casella Pec, che garantisce la circolazione dei documenti importanti ed è equiparabile ad una normale raccomandata, impone ai possessori una consultazione frequente e la conservazione dei documenti ricevuti, giacché la sola ricezione, e non la lettura, in molti casi potrà far scattare la decorrenza dei termini per gli adempimenti.
La Pec è gestita da un circuito chiuso che garantisce la consegna dei messaggi dei quali il mittente vuole avere evidenze con valore legale, ossia certezza e attestazione dell'invio e della consegna. Ma per avere certezza legale anche della sottoscrizione dei documenti inviati, dal momento che la Pec non è un sistema di firma del messaggio, sarà necessario inserire nel messaggio la firma digitale. In proposito l'Ordine dei consulenti del lavoro si è organizzato con il Dui (documento unico di iscrizione), che consiste in una smart card con i dati anagrafici dell'iscritto, la firma digitale ed il certificato di ruolo. Con il Dui associato alla Pec sono assicurati e verificabili l'identità e il possesso dei requisiti professionali dell'iscritto all'Ordine”.